venerdì, 19 marzo 2010
Rubrica del Cazzo
quando una donna vi chiede un "rapporto serio"
non esaltatevi:
in genere le riesce solo la seconda parte!
00:02
Scritto da : moscedidarme
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mercoledì, 14 ottobre 2009
Ansia e Gretto
Ansia e Gretto erano due fratellini molto poveri. I genitori, che già non se la scialavano, decisero di liberarsi di loro che erano peggio della povertà. Li portarono nel bosco e, appena fu possibile, si dettero, abbandonandoli al loro destino. Quando arrivò sera, Ansia cominciò ad andare in sbatta, e tutta la foresta cominciò a somatizzare cosicché una giovane cerbiatta andò dalla bimba e le chiese:"come ti chiami?- "Ansia,- "volevo ben dire"! hai messo in tensione tutta la foresta.-" E tu"?- "Bamba"- "ha parlato quella col nome che rilassa"!!!!In quel mentre, Gretto, onorando il suo nome, sgozza la cerbiatta che non si era fatta i cazzi suoi, la squoia e improvvisa un barbecue.La sorellina sognava lo xanax e Gretto, che voleva dormire, pensò di parcheggiarle in viso un cosciotto di daino per assicurarsi un riposo duraturo, e infatti, il mattino seguente, si svegliò senz'Ansia, sia nel senso della sorella sia nel senso psicologico del termine.Più tardi Ansia si svegliò con lo sguardo spaurito dicendo:-"dove siamo, cosa facciamo?" Gretto si guardò intorno, ma di Freud neanche l'ombra; decise allora di inoltrarsi nella foresta in cerca di qualcuno ..da fottere!!! Cammina, cammina, improvvisamente, vide una casa, in fondo a una radura, costruita con ogni sorta di dolciumi e Gretto pensò:- "speriamo che le caramelle siano drogate"Mentre si avvicinavano, Gretto, faceva alcune considerazioni sull'architetto che aveva progettato quella dimora :-"Solo un'imbecille costruisce una casa di dolciumi, voglio vedere quando piove come esci dal tiramisù"In quel mentre esce dalla casa una tardona malefica e invita i due ragazzini ad entrare ignorando le regole fondamentali della sicurezza che citano testualmente:le persone anziane, fossero anche streghe malvagie, non devono far entrare in casa sconosciuti, soprattutto se gretti e ansiosi.Appena entrati, la tardona malefica, spinge Gretto in una gabbia e lo sigilla, provocando in lui un senso di frustrazione che di riflesso triplicò l'ansia di Ansia la quale in preda ad una crisi, corse in bagno e scoprì che era costruito con ogni sorta di pasticche:fece una scorpacciata di psicofarmaci e poi tornò dal fratello e dalla vecchia.Gretto veniva nutrito in maniera spropositata ed ogni mattina la Tarda gli tastava il dito per vedere se era ingrassato in modo da poter fare un lauto pasto.Quando Gretto capì che per uscire doveva essere grasso escogitò uno stratagemma da gretto quale era.La mattina seguente quando arrivo la vecchiaccia, che non aveva certo la vista di un falco, Gretto le mise in mano il 21° dito e lei a furia di tastarlo disse:-" adesso si che ti sei ingrossato, ora posso mangiarti" E Gretto rispose-" comincia ad assaggiare 'sto dito, vecchia troia" e così dicendo le assestò un calcione attraverso le sbarre facendola ruzzolare a terra svenuta. Ansia,ancora nella bellura degli psicofarmaci, prese le chiavi e liberò il fratello; Due mesi più tardi, sia Ansia che la vecchia tardona stavano a battere sul marciapiede e Gretto si assicurò un futuro roseo
23:05
Scritto da : moscedidarme
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mercoledì, 06 agosto 2008
Patty (de)pravo
La cambio io
la fica che
non ce la fa
a cambiare me!
Dammi da bere
e anche il sedere
se vuoi far l'amore con me e....
22:11
Scritto da : moscedidarme
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giovedì, 01 maggio 2008
Sotto il Ponte
chi la conosce? :-)
Under the bridge of Veronan She was mending her slip
09:46
Scritto da : moscedidarme
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domenica, 06 gennaio 2008
P(a)rodi(a) "A Silvio" di Arkomo Dokrardi
Post R.I.P. pro -post

Silvio, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi fetenti e fulminati,
E tu, ladro penoso e limitato
Di capital salivi?
Ridevan le alte
Stanze, e tutti in torno,
Al tuo petulante canto,
Allor che all'opre illecit' intento
Sedevi, assai contento
Di quel pago avvenir che in mente avevi.
Eri il peggio odioso: e tu "solavi",
Così, mentre era giorno,
Gli oneri fiscali,
Tralasciando alcune strane carte.
Dov è il tempo di prima?
E di me chi si prende cura ?
Forse un coglione col patetico mantello?
Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
Ed alla man veloce
Che percorrea il pantalon di tela,
Mirava, a ciel sereno,
Le vie dorate del portafogli
E quindi il danar mi mungi, per far il ponte.
A Li mortacci tua non dico
Quel ch'io sentiva in seno.
Che pensieri serbavi,
Che devianze, che orrori, o silvio vostro!
Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un affetto mi preme
Acerbo e sconsolato,
E tornami a doler di mia sventura.
O silvio, o silvio
Perché non rendi poi
Quel che prometti allor? perché di tanto
Inganni i figli tuoi?
Tu pria che l'erbe se le fumasse Fini
Da fallimento combattuto e vinto,
Perivi, o Stenterello ma non cedevi
Il frutto del rubar degli anni tuoi.
Ma te rodeva er culo,
La dolce lode or delle negre chiome,
Or degli sguardi innamorati e schivi;
Né teco i camerati ai festini
Raggiravan l'elettore.
Anche peria fra il polo
La speranza mia dolce è che gli amici miei
Che ci negaron i voti
Rinuncin alla vaghezza. Ahi come,
Come stressato sei,
Caro compagno della finanzial manovra!
Mie lacrimate spese!
Questo è quel mondo? questi
Gli elettori, l'eccezional opre, gli emendamenti,
Donde il contante ha ragion sul bene?
Questa la sorte dell' umane genti? NO!
Col capitale a zero
Tu, misero, cadrai: e con il dito medio
La fredda morte, una tomba a Cuba,
Ti mostra da lontano.
by Arco
e che Jack Lio non me ne voglia.
13:00
Scritto da : moscedidarme
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